Risorsa aggiuntiva per la lezione “Permessi di localizzazione e delle app” — corso Privacy Online
I permessi di posizione non sono un semplice sì o no. Ognuno ha due regolatori: quanto spesso un’app può sapere dove sei e con quale precisione. Questa risorsa ti aiuta a leggerli, a guardare con lo stesso metodo qualche altro permesso delicato e a dare a ogni app la posizione che le serve davvero, né più né meno.
L’idea chiave: «Quest’app può sapere dove sono?» è solo metà della domanda. L’altra metà è «quando, e con quale precisione?». Rispondere a entrambe trasforma un permesso in una scelta.
A. Perché conta
Dove ti trovi è una delle informazioni che dicono di più su di te. La tua posizione di notte e al mattino nei giorni feriali può indicare dove abiti e dove lavori. Una posizione esatta, condivisa per tutta la giornata, può far capire quali luoghi frequenti e che abitudini hai.
Dal punto di vista della privacy, la domanda è: chi viene a sapere dove sei, con quale precisione, con quale frequenza e se volevi che lo sapesse. Le impostazioni del telefono rispondono a tutte e quattro, una volta capito che cosa significa ogni opzione.
Lo scopo non è spegnere la posizione una volta per tutte. Mappe e app di viaggio funzionano meglio quando sanno dove sei, e va bene così. Lo scopo è far corrispondere l’accesso di ogni app a ciò per cui la usi, e i permessi di posizione sono il posto giusto da cui cominciare.
Cosa dicono le fonti
Il Garante per la protezione dei dati personali, l’autorità italiana che vigila sulla privacy, tra i dati personali conta quelli «che consentono la geolocalizzazione» e precisa che danno «informazioni sui luoghi frequentati e sugli spostamenti». Nella stessa pagina ricorda che i dati personali possono riguardare anche le abitudini e lo stile di vita di una persona. In altre parole, sapere dove sei può bastare per dire molto di te.
Nelle indicazioni per chi usa smartphone e tablet, il Garante scrive: «sei tu a decidere se, quando e chi può conoscere la tua posizione». Invita anche a verificare se un’app chiede l’accesso a contenuti del dispositivo, come le foto o i contatti in rubrica.
I dati che consegni a un’app, inoltre, non restano necessariamente lì. A proposito delle app e dei dispositivi per il fitness, il Garante avverte che i dati «potrebbero anche essere trasmessi a terzi per finalità non sempre conosciute». Consiglia di non concedere l’autorizzazione quando il collegamento con altri dispositivi non è indispensabile al funzionamento del dispositivo o dell’app.
B. Concetti chiave
Quattro idee che rendono più leggibili i permessi di posizione e alcuni dei permessi che stanno loro accanto. Il primo regolatore, il tempo (su Android: «Sempre», «Consenti solo mentre l’app è in uso», «Chiedi ogni volta» o «Non consentire»), è spiegato nella risorsa del corso «Tracce digitali: cosa lasci in una giornata normale». Qui ci concentriamo sul secondo regolatore, la precisione, e sui permessi vicini alla posizione.
Posizione esatta e posizione approssimativa
La posizione esatta è il punto preciso in cui ti trovi. La posizione approssimativa è un’area intorno a te: secondo la guida di Google, su Android l’app può rilevare che il dispositivo si trova in un’area di circa 3 chilometri quadrati.
Su Android, quando un’app ha accesso alla posizione, puoi attivare o disattivare l’opzione «Usa posizione esatta». Su iPhone, la guida di Apple spiega che per condividere solo la tua posizione approssimativa puoi disattivare «Posizione esatta».
Perché ti riguarda: Un’app di meteo o di notizie ha bisogno della tua zona, non del tuo portone. La posizione approssimativa le dà ciò che serve e il resto resta con te.
Dove può arrivare un dato
Concedi un permesso a un’app, ma i dati raccolti non restano necessariamente lì. Per le app e i dispositivi per il fitness il Garante ricorda che l’informativa, cioè il testo in cui un servizio spiega come tratta i dati, dovrebbe dire se questi possono essere condivisi con terze parti per finalità commerciali o di altro tipo.
Perché ti riguarda: Di solito non puoi vedere che strada fanno i dati dopo l’app. Concedere meno posizione, meno spesso, funziona anche senza saperlo.
Contatti, foto e dispositivi nelle vicinanze
La posizione ha dei vicini. L’accesso ai contatti condivide nomi e numeri di altre persone, non solo i tuoi. L’accesso a foto e video riguarda il materiale salvato sul telefono, e le foto possono portare con sé il luogo in cui sono state scattate.
Su Android il permesso «Dispositivi nelle vicinanze», secondo la guida di Android, consente di trovare e connettere i dispositivi nelle vicinanze e determinare la loro posizione. Per i dispositivi fitness il Garante suggerisce, se possibile, di non permettere l’accesso ad alcuni dati come contatti, foto o microfono.
Perché ti riguarda: I tuoi contatti non hanno scelto di condividere i loro dati con quell’app. Pensare a loro fa parte delle tue scelte di privacy.
Il sito mobile come alternativa
Per alcuni servizi le stesse funzioni sono disponibili sul sito, aperto nel browser del telefono.
Sul sito non c’è un’app a cui concedere permessi e, in Chrome, per impostazione predefinita il browser ti chiede quando un sito vuole usare la tua posizione.
Perché ti riguarda: Per un servizio che usi di rado può bastare il sito. Il compromesso: meno funzioni e meno notifiche, in cambio di meno accesso.
C. Un esempio concreto: il telefono da viaggio di Luca
Luca, 36 anni, vive a Milano e viaggia spesso. Il telefono è il suo portafoglio dei biglietti, la sua mappa e la sua agenda. Prima di un viaggio a Lisbona ha guardato, per la prima volta da molto tempo, l’elenco delle app con accesso alla posizione.
- L’app del meteo aveva la posizione esatta in qualsiasi momento, solo per mostrargli le previsioni locali.
- L’app di una compagnia aerea, che usa un paio di volte l’anno, aveva la posizione esatta in qualsiasi momento.
- L’app dei taxi aveva la posizione esatta solo durante l’uso, cosa sensata per farsi trovare dall’autista.
- Un’app di un negozio, installata per un codice sconto, aveva la posizione e l’intera rubrica.
- Un’app di fotoritocco poteva accedere alle foto del telefono, comprese quelle di viaggio e i luoghi in cui erano state scattate.
- Un’app di fitness aveva «Dispositivi nelle vicinanze», che usava per collegarsi all’orologio.
Nulla di tutto questo era un errore. Ogni permesso era stato concesso di fretta, quando Luca voleva soltanto che l’app funzionasse. Messi insieme, però, significavano che diverse aziende potevano sapere dove si trovava a qualsiasi ora, fino alla via.
Cosa è cambiato quando Luca ha girato i due regolatori
Luca ha dedicato un quarto d’ora all’elenco. Non ha spento la posizione per tutto:
- L’app del meteo è passata a «Consenti solo mentre l’app è in uso» e alla posizione approssimativa. Le previsioni di Lisbona sono arrivate lo stesso.
- L’app della compagnia aerea è passata a «Chiedi ogni volta». La consente in aeroporto, quando gli serve per la carta d’imbarco.
- L’app dei taxi ha tenuto la posizione esatta durante l’uso: l’autista ha bisogno dell’angolo giusto.
- L’app del negozio l’ha eliminata. Nelle rare occasioni in cui compra lì, usa il sito.
- All’app di fotoritocco ha tolto l’accesso alle foto: se un giorno le servirà, lo chiederà di nuovo e Luca deciderà allora.
- L’app di fitness ha tenuto «Dispositivi nelle vicinanze», perché l’orologio è il motivo per cui l’ha installata.
Ha conservato le comodità a cui teneva e ha tolto gli accessi che non sapeva spiegare.
D. Provaci tu: la revisione a due regolatori (15 minuti)
Quattro passi brevi sul tuo telefono. L’impostazione giusta è quella che sai spiegare.
Passo 1 — Trova le app che usano la posizione (3 minuti)
- Su Android apri Impostazioni › Posizione › Autorizzazioni di accesso alla posizione. Su alcuni telefoni il percorso è Impostazioni › Sicurezza e privacy › Privacy › Gestione autorizzazioni › Posizione. Su iPhone vai in Impostazioni › Privacy e sicurezza › Localizzazione.
- I nomi delle voci possono cambiare con la marca del telefono e con la versione del sistema: se non le trovi, cerca «posizione» nelle impostazioni.
- Segna le app il cui accesso non si limita al momento in cui le usi: su Android quelle impostate su «Sempre». Parti da quelle.
Passo 2 — Gira il regolatore del tempo (5 minuti)
- Per ogni app che può usare la posizione anche quando non la stai usando, chiediti: quale funzione ha bisogno della mia posizione quando non la sto usando?
- Se ne sai indicare una, tieni l’impostazione. Altrimenti scegli «Consenti solo mentre l’app è in uso» su Android; su iPhone scegli l’opzione che limita l’accesso al momento in cui usi l’app.
- Per le app che usi di rado prova «Chiedi ogni volta» su Android o «Chiedi la prossima volta» su iPhone.
Passo 3 — Gira il regolatore della precisione (4 minuti)
- Apri una per una le app rimaste e chiediti: ha bisogno della mia via o solo della mia zona?
- Per meteo, notizie, eventi e app simili prova a disattivare «Usa posizione esatta» (Android, disponibile se hai consentito l’accesso alla posizione) o «Posizione esatta» (iPhone).
- Lascia la posizione esatta per mappe, taxi e consegne, dove il punto preciso è proprio lo scopo.
Passo 4 — Guarda un vicino e un’alternativa (3 minuti)
- Scegli un’app con accesso a contatti, foto o dispositivi nelle vicinanze e poniti la stessa domanda: che cosa ci fa con questo?
- Chiediti se il servizio ha un sito che basterebbe, per quanto lo usi.
- Prendi una decisione: tenere l’app, limitarla o sostituirla con il sito.
Un permesso scelto vale più di dieci semplicemente accettati.
Già trattato nel corso Sicurezza Online
Permessi delle app: decidere a cosa può accedere ciascuna
Passa in rassegna i permessi sensibili per categoria, dalla posizione alla rubrica, mentre questa risorsa guarda da vicino quanto spesso e con quale precisione le app sanno dove sei.
App installate da rimuovere: la pulizia che conta
Ti aiuta a individuare le app che non usi più e che conservano i loro permessi, mentre qui ti chiedi quale posizione concedere a quelle che tieni.
E. Video, articoli e altre risorse
Prima le fonti istituzionali italiane, poi le guide delle piattaforme. Sono in italiano, tranne la pagina di Chrome, che può comparire in inglese.
Fonti istituzionali italiane
Garante per la protezione dei dati personali — Cosa intendiamo per dati personali?
Che cosa conta come dato personale, compresa la geolocalizzazione.
https://www.garanteprivacy.it/home/diritti/cosa-intendiamo-per-dati-personali
Garante per la protezione dei dati personali — Fatti smart! Le indicazioni del Garante per tutelare la tua privacy quando usi smartphone e tablet
Consigli su app, accesso ai contenuti del dispositivo e posizione.
https://www.garanteprivacy.it/temi/smartphone/fatti-smart
Garante per la protezione dei dati personali — Fitness Tracker: geolocalizzazione, permessi e condivisione dei dati
Posizione, permessi e condivisione dei dati nelle app per il fitness.
https://www.garanteprivacy.it/fitness-tracker
Guide ufficiali delle piattaforme
Guida di Account Google — Gestire le autorizzazioni di accesso alla posizione per le app
Posizione approssimativa ed esatta su Android e come cambiare l’accesso di un’app.
https://support.google.com/accounts/answer/6179507?hl=it
Guida di Google Play — Modificare le autorizzazioni app sul telefono Android
Le opzioni di autorizzazione, tra cui «Dispositivi nelle vicinanze», e dove cambiarle.
https://support.google.com/googleplay/answer/9431959?hl=it-IT
Apple — Gestire le impostazioni di Localizzazione
Le impostazioni di Localizzazione su iPhone e la posizione approssimativa.
https://support.apple.com/it-it/guide/personal-safety/ips9bf20ad2f/web
Apple — Gestire i metadati relativi alle posizioni in Foto
I dati di posizione in foto e video e come interromperne la raccolta in Fotocamera.
https://support.apple.com/it-it/guide/personal-safety/ips0d7a5df82/web
Guida di Chrome — Gestisci le impostazioni di posizione in Chrome
Che cosa succede, per impostazione predefinita, quando un sito vuole usare la tua posizione.
https://support.google.com/chrome/answer/142065?hl=it-IT&co=GENIE.Platform%3DAndroid
Link verificati a ottobre 2026. Se un indirizzo cambia, cercare il titolo sul sito dell’ente di solito aiuta a ritrovarlo.
F. Il Framework Cyber Welfare: Competenze, Consapevolezza, Comportamento Sicuro
Questa risorsa poggia sul pilastro Competenze al livello FL2 – Iniziato: usare con sicurezza i controlli del tuo telefono, un’impostazione alla volta.
Competenze
- Trovare l’elenco delle app che usano la posizione sul tuo telefono.
- Impostare un’app su «Consenti solo mentre l’app è in uso», su «Chiedi ogni volta» o sulla posizione approssimativa.
- Controllare i permessi di contatti, foto e dispositivi nelle vicinanze di una singola app.
Consapevolezza
- Riconoscere che l’accesso alla posizione ha due regolatori: tempo e precisione.
- Capire che la posizione dice molto di te e che i dati possono viaggiare oltre l’app a cui li hai affidati.
- Ricordare che concedere la rubrica significa condividere anche i dati di altre persone.
Comportamento Sicuro
- Concedere la posizione in background solo quando sai indicare la funzione che la richiede.
- Scegliere la posizione approssimativa ogni volta che basta la zona.
- Usare il sito di un servizio al posto dell’app quando ti serve di rado.
G. Domande su cui fermarti
- Quale app vorresti meno che sapesse dove sei di notte, e che cosa può vedere oggi?
- C’è un permesso che hai concesso per superare una schermata, e non perché l’app ne avesse bisogno?
- I dati di chi finiscono nell’app quando le dai l’accesso ai contatti?
H. Cosa fare adesso
Le raccomandazioni (R) e le misure di sicurezza (MS) del database Cyber Welfare che si applicano più direttamente a questo tema.
1. La posizione sul telefono
- R12 — Disattiva Bluetooth e localizzazione quando non servono, così il telefono condivide dove sei solo quando serve.
- R32 — Disattivare il geotagging delle foto: condividi il ricordo, non il luogo, se non vuoi che le foto registrino il luogo in cui sono state scattate. Secondo Apple, su iPhone i metadati di posizione di foto e video possono essere raccolti solo se l’app Fotocamera ha accesso a Localizzazione.
Impegno minimo: oggi porta un’app che ha bisogno solo della tua zona, come una di meteo o di notizie, dalla posizione esatta a quella approssimativa.
2. Altri permessi e alternative più leggere
- R13 — Controlla le autorizzazioni delle app: chi può fare cosa: guarda contatti, foto e dispositivi nelle vicinanze con la stessa domanda che hai fatto per la posizione.
- MS11 — Usa il sito mobile del servizio invece dell’app, così eviti i permessi dell’app per qualcosa che usi solo ogni tanto.
Impegno minimo: scegli un’app che apri di rado e decidi, con cognizione di causa, se tenerla con meno permessi o usare il sito.
In breve
- I permessi di posizione hanno due regolatori: quanto spesso un’app può sapere dove sei e con quale precisione.
- La posizione in background (su Android «Sempre») merita una funzione che sai indicare.
- Il regolatore della precisione si dimentica facilmente: la posizione approssimativa dà a molte app tutto ciò che serve.
- Contatti, foto e dispositivi nelle vicinanze meritano la stessa domanda, e a volte un sito può sostituire l’app.
Risorse correlate in questo corso
- Permessi di microfono e fotocamera: il controllo in 15 minuti
- Eliminare l’account di un’app: disinstallare non basta
- Schermata di blocco e privacy: cosa mostra e chi la sblocca
- Tracce digitali: cosa lasci in una giornata normale
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