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Truffe con voce clonata: come i deepfake usano ciò che pubblichi

Risorsa aggiuntiva per la lezione “Deepfake e voice cloning: come funzionano le nuove truffe” — corso Privacy Online

Le truffe con voce clonata usano la copia di una voce familiare per chiedere denaro o informazioni, e quella copia può nascere da registrazioni già online. Questa risorsa spiega come si creano i deepfake e le voci clonate (in inglese, voice cloning), come suonano le truffe più tipiche e perché la domanda più utile non è «questa voce sembra vera?» ma «chi può ascoltare la mia voce online?»

L’idea chiave: una voce si può clonare solo a partire da ciò che chi la copia riesce ad ascoltare. A orecchio non sempre puoi distinguere il vero dal falso, ma puoi controllare una storia attraverso un canale che già conosci e puoi scegliere quanta parte della tua voce e del tuo volto è in pubblico.

A. Perché conta

Fino a poco tempo fa la telefonata di una persona cara era una prova in sé: riconoscevi la voce, quindi riconoscevi la persona. La clonazione della voce cambia questa abitudine. Un software può imitare una voce abbastanza bene da sostenere una richiesta breve e carica di emozione.

È una storia di privacy, oltre che di sicurezza. Per copiare una voce serve un campione; per rendere credibile la richiesta servono pochi dettagli personali, come un nome, un legame di parentela, un luogo. Entrambe le cose possono venire da ciò che le persone condividono in pubblico.

Questo non significa smettere di pubblicare video o di mandare messaggi vocali. Significa trattare un video pubblico in cui parli come un dato personale, al pari di una foto, e decidere a chi è destinato.

Cosa dicono le fonti

Il Garante per la protezione dei dati personali, l’autorità italiana che vigila sulla privacy, descrive i deepfake come «foto, video e audio creati grazie a software di intelligenza artificiale». Nel comunicato del 28/12/2020 con cui presentava il suo vademecum osservava che gli usi malevoli diventano più frequenti perché oggi bastano uno smartphone e app specifiche. Tra i consigli del vademecum c’è quello di limitare la diffusione di immagini personali o dei propri cari, soprattutto sui social, perché possono restare online o essere copiate.

Altroconsumo, in un articolo del 22/04/2026, descrive lo schema delle truffe con la voce: chi truffa recupera «pochi secondi di audio dai social», da video pubblici o da messaggi vocali, imita un familiare o una persona fidata e racconta un’emergenza improvvisa con una richiesta urgente di denaro. Avverte che il numero visualizzato può essere falsificato (in gergo, spoofing) e che chi chiama può anche fingersi la banca o la Polizia. Tra i consigli: riagganciare e richiamare su un numero verificato, e non trasferire denaro né comprare carte regalo su richiesta telefonica urgente.

L’associazione di consumatori ADICU, in un articolo del 31/10/2025, indica tra i campioni utili i messaggi vocali, i video sui social e le registrazioni di telefonate, e scrive che basterebbero 3-5 secondi di parlato. Consiglia di verificare la richiesta su un canale separato, per esempio richiamando il numero abituale, di sospendere ogni pagamento fino alla verifica e di limitare i video e i messaggi vocali pubblici, aprendo i profili ai soli contatti fidati. Secondo QuiFinanza (03/09/2025), la Polizia Postale segnala un aumento delle denunce che riguardano finti call center, voci clonate e video manipolati con volti noti; lo stesso articolo riporta, senza indicarne la fonte, che il 41% degli italiani dichiara di conoscere chiaramente il termine «deepfake» e il 38% di non conoscerlo affatto. Se non lo conoscevi, quindi, non sei un caso raro.

Se pensi di aver già risposto a una richiesta sospetta, non c’è nulla di cui vergognarsi: queste storie sono costruite per far leva sulla fretta e sull’affetto. In un altro articolo (14/09/2026) Altroconsumo suggerisce di contattare subito la banca e di denunciare alla Polizia Postale, conservando prove come schermate e ricevute.

B. Concetti chiave

Cinque idee su come funzionano queste truffe e su dove entrano le tue scelte.

Deepfake

Un deepfake è un contenuto falso, che sia una foto, un video o un audio, creato con l’intelligenza artificiale a partire da materiale reale. La definizione è quella del Garante riportata sopra. Può imitare un volto, una voce, oppure tutti e due.

Perché ti riguarda: I deepfake non riguardano solo i personaggi famosi. Gli stessi strumenti possono mettere un volto o una voce familiare in un messaggio privato o in una telefonata pensati per te.

Voce clonata (voice cloning)

La clonazione della voce usa l’intelligenza artificiale per ottenere, da una registrazione, una copia della voce di una persona, con cui poi ci si può fingere lei. Secondo ADICU basterebbero pochi secondi di parlato, mentre Altroconsumo parla di «pochi secondi di audio». La cifra può cambiare con la tecnologia; il principio resta lo stesso.

Perché ti riguarda: La materia prima è una registrazione di te che parli. Ogni video pubblico, diretta o messaggio vocale in un gruppo aperto può diventare un campione, e a chi può raggiungerlo decidi tu.

I dettagli intorno alla voce

La voce da sola non basta. Una richiesta credibile ha bisogno di sapere come ti chiami, chi sono le persone vicine a te, dove ti trovi o quando viaggi, e molte di queste informazioni sono visibili su un profilo pubblico.

Perché ti riguarda: Un campione della tua voce, un elenco pubblico dei tuoi parenti e un post in cui dici di essere all’estero possono combinarsi in un copione convincente. Ogni pezzo sembra innocuo; è la combinazione che fa comodo a chi truffa.

Il copione: urgenza, denaro, un canale inatteso

Altroconsumo descrive uno schema tipico delle chiamate con voce clonata: un’emergenza improvvisa (per esempio un incidente o un arresto) e una richiesta urgente di denaro. Esiste anche la versione in video. Il 10/09/2026 la Banca d’Italia ha avvisato che in rete e sui social continuano a circolare video deepfake che riproducono l’immagine e la voce del Governatore per promuovere piattaforme di investimento, e ha raccomandato di diffidare, di non fornire dati personali né versare denaro e di non condividere i contenuti.

Perché ti riguarda: Un deepfake rende nuova la voce o il volto, ma la storia è vecchia: fretta, denaro, un canale che non conosci. Non devi riconoscere la tecnologia; ti basta riconoscere la forma della richiesta.

I segnali non bastano; la verifica funziona

Nel 2020 il Garante elencava alcuni segnali visivi dei deepfake: immagine sgranata, occhi che si muovono in modo innaturale, bocca deformata, luci e ombre anomale. Possono aiutare. Ma Altroconsumo, a proposito del video del Governatore, osserva che non basta giudicare la qualità: il controllo più affidabile è «verificare se il messaggio esiste sui canali ufficiali». Per una voce al telefono non hai nemmeno immagini da osservare, e il consiglio resta quello di riagganciare e richiamare su un numero che sai essere della persona.

Perché ti riguarda: Riconoscere un falso dipende da quanto è fatto bene; verificare attraverso un canale che già conosci no. La risorsa successiva di questa sezione, sul canale separato e sulla parola d’ordine in famiglia, trasforma questo controllo in un’abitudine.

C. Un esempio concreto: Lucia e il messaggio vocale di un’amica

Lucia ha 48 anni, è madre e usa ogni giorno i servizi online. Pubblica brevi video di cucina su un profilo aperto, spiegando a voce ogni ricetta. Anna, un’amica dai tempi della scuola che vede una o due volte l’anno, condivide in pubblico le clip dei concerti del suo coro, spesso con qualche parola rivolta alla telecamera.

Un sabato mattina arriva un messaggio vocale da un numero che Lucia non conosce. È la voce di Anna: le hanno rubato la borsa in stazione, sta usando un telefono preso in prestito e le servono dei soldi per il biglietto del ritorno, da mandare con un’app di pagamento entro mezz’ora. Aggiunge di non dirlo alle altre amiche, perché si sente già abbastanza sciocca.

La voce è quella giusta, e anche il soprannome che Anna usa dai tempi della scuola. Ciò che fa fermare Lucia è la forma della richiesta: la fretta, un pagamento difficile da annullare, un motivo per non parlarne con altri. Non risponde. Chiama Anna al numero che ha da anni, e Anna risponde dalla sua cucina, con la borsa accanto.

Cosa è cambiato quando Lucia ha guardato la sua voce pubblica

Nei giorni seguenti Lucia ha fatto l’esercizio qui sotto, con curiosità più che con paura.

  • Le clip dei concerti di Anna contenevano molta voce di Anna, e un post nominava la scuola che avevano frequentato insieme.
  • Il profilo di Lucia aveva molti minuti in cui lei parlava alla telecamera, più un video di compleanno che nominava diversi parenti.
  • Chiunque poteva vedere le sue connessioni, Anna compresa: un estraneo avrebbe potuto capire quale voce l’avrebbe convinta di più.

Ha lasciato pubblici i video di cucina: le piace condividerli e ha deciso che ne vale la pena. Ha spostato il video di compleanno e l’elenco delle connessioni su «solo amici», ha tolto alcune persone che non conosceva e ha avvisato Anna, perché potesse decidere lei delle sue clip.

Non ha cancellato nulla in preda al panico. Ora Lucia sapeva quali parti della sua voce e della sua vita familiare erano in pubblico, e le aveva scelte.

D. Provaci tu: trova la tua voce e il tuo volto in pubblico (15 minuti)

Quattro passi brevi, meglio se da computer. Ciò che trovi non significa che hai sbagliato qualcosa.

Passo 1 — Cercati come farebbe un estraneo (4 minuti)

  • In una finestra privata del browser, cerca il tuo nome e cognome, poi il tuo nome insieme ai nomi delle piattaforme che usi.
  • Apri i tuoi profili senza aver effettuato l’accesso, dove la piattaforma lo permette.
  • Elenca ogni luogo pubblico in cui qualcuno può sentirti parlare o vedere il tuo volto muoversi: video, video brevi, dirette, messaggi vocali in gruppi pubblici, interventi registrati o podcast.

Passo 2 — Annota che cosa rivela ciascun elemento (4 minuti)

  • Accanto a ogni elemento scrivi V se la tua voce si sente chiaramente, F se il tuo volto si vede chiaramente, D se contiene anche dettagli: nomi di parenti, dove vivi, quando viaggi.
  • Un elemento con V e D insieme è il più vicino a un copione già pronto.
  • È una fotografia, non un punteggio. Alcuni elementi vorrai tenerli esattamente come sono.

Passo 3 — Controlla chi può vedere ciascun elemento (4 minuti)

  • Per ogni elemento trova il pubblico: tutti, solo amici o follower, oppure chiunque abbia il link.
  • Di solito lo trovi nel menu del singolo contenuto o nelle impostazioni di privacy e di pubblico dell’account. I nomi delle opzioni cambiano da una piattaforma all’altra, quindi cerca quella che corrisponde a «tutti», «solo amici» e «solo io».

Passo 4 — Prendi una decisione (3 minuti)

Per un elemento con una V, scegli una di queste tre opzioni:

  • Lascialo pubblico: ci tieni, e ora sai che c’è.
  • Restringi il pubblico: spostalo su amici, follower o un link privato.
  • Rimuovilo: toglilo se non ti serve più.

E. Video, articoli e altre risorse

Prima le fonti istituzionali, poi le associazioni di consumatori e l’informazione, infine un caso reale.

Fonti istituzionali

Garante per la protezione dei dati personali — Deepfake: dal Garante una scheda informativa sui rischi dell’uso malevolo di questa nuova tecnologia
Comunicato del 28/12/2020: che cosa sono i deepfake e perché gli usi malevoli diventano più frequenti.
https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9512278

Garante per la protezione dei dati personali — Deepfake – Vademecum
Il vademecum del 28/12/2020: rischi dei deepfake e consigli, tra cui limitare la diffusione di immagini personali.
https://www.garanteprivacy.it/garante/document?ID=9512226

Associazioni di consumatori e informazione

Altroconsumo — Truffe con AI: 5 raggiri da riconoscere e prevenire
Come funziona la voce clonata di un familiare, che cosa fare (richiamare su un numero verificato) e che cosa evitare.
https://www.altroconsumo.it/soldi/truffe/news/truffe-create-con-ai

ADICU — La truffa del clone vocale: la nuova frontiera della frode digitale e le difese giuridiche per tutelarsi
Dove si raccolgono i campioni di voce, come verificare una richiesta e perché limitare i contenuti vocali pubblici.
https://www.adicu.it/2025/10/31/la-truffa-del-clone-vocale-la-nuova-frontiera-della-frode-digitale-e-le-difese-giuridiche-per-tutelarsi/

QuiFinanza — Deepfake e truffe AI: aumentano le denunce in Italia
Che cosa segnala la Polizia Postale e che cosa dichiarano gli italiani di sapere sul termine «deepfake» (dato senza fonte indicata).
https://quifinanza.it/info-utili/deepfake-truffe-ai-dati-italia/921735/

Un caso reale: il deepfake del Governatore

Banca d’Italia — Avviso. Presenza in rete di falsi videomessaggi con tecniche di deepfake
L’avviso del 10/09/2026 su video falsi che imitano immagine e voce del Governatore, con le raccomandazioni dell’istituto.
https://www.bancaditalia.it/media/notizia/avviso-presenza-in-rete-di-falsi-videomessaggi-con-tecniche-di-deepfake

Altroconsumo — Truffa degli investimenti: occhio al video deepfake di Panetta. Come difendersi
Perché non basta giudicare la qualità di un video e come verificare un messaggio sui canali ufficiali.
https://www.altroconsumo.it/soldi/truffe/news/truffa-investimenti-messaggi-deepfake

Link verificati a ottobre 2026. Se un indirizzo cambia, cercare il titolo sul sito dell’ente di solito aiuta a ritrovarlo.

F. Il Framework Cyber Welfare: Competenze, Consapevolezza, Comportamento Sicuro

Questa risorsa poggia sul pilastro Consapevolezza al livello FL2 – Iniziato: capire come i contenuti pubblici di tutti i giorni possano diventare materiale per le truffe con voce clonata.

Competenze

  • Trovare dove la tua voce e il tuo volto sono pubblici.
  • Controllare e cambiare il pubblico di un video o di un post.
  • Riconoscere il copione di una richiesta di denaro urgente e riservata.

Consapevolezza

  • Capire che le truffe con voce clonata si costruiscono con campioni pubblici più dettagli personali.
  • Sapere che una voce familiare, da sola, non è più una prova di chi sta parlando.
  • Trattare la tua voce come un dato personale, senza rinunciare a condividere ciò che ti piace.

Comportamento Sicuro

  • Scegliere il pubblico di ogni video in cui parli, invece di lasciare quello predefinito.
  • Richiamare su un numero che già conosci prima di agire su una richiesta urgente.
  • Accettare connessioni solo da persone che conosci davvero.

G. Domande su cui fermarti

  • Se un estraneo ascoltasse tutto ciò che hai pubblicato in pubblico, quanta parte della tua voce e della tua vita familiare riuscirebbe a ricostruire?
  • Quali tra i tuoi video pubblici lasceresti pubblici anche adesso, e perché?
  • Se stasera la voce di un’amica ti chiedesse denaro da un numero che non conosci, quale suo numero chiameresti?

H. Cosa fare adesso

Le raccomandazioni (R) e le misure di sicurezza (MS) del database Cyber Welfare che si applicano più direttamente a questo tema.

1. La tua voce e il tuo volto in pubblico

  • MS6 — Rendi privati i tuoi account social, così i tuoi video e i tuoi messaggi vocali arrivano alle persone che hai scelto e non a chiunque ti cerchi.
  • MS7 — Limita chi può vedere il tuo account, le foto e i post cambiando le impostazioni privacy, a partire dai contenuti in cui si sente la tua voce.

Impegno minimo: oggi scegli un video pubblico in cui parli e restringine il pubblico, oppure decidi con consapevolezza di lasciarlo pubblico.

2. Chi può raggiungere te e la tua famiglia

Impegno minimo: di’ a una persona a te vicina che una voce familiare da sola non è una prova, e accordatevi per richiamare sul numero abituale prima di mandare denaro.

In breve

  • Le truffe con voce clonata copiano una voce familiare da registrazioni brevi, spesso prese da contenuti pubblici.
  • La voce è nuova, il copione è vecchio: urgenza, una richiesta di denaro, un canale inatteso e un pagamento difficile da annullare.
  • L’orecchio non è un test affidabile. Richiamare su un numero che già conosci, o cercare il messaggio sui canali ufficiali, lo è di più.
  • Sei tu a decidere chi può ascoltare la tua voce online: lasciare, restringere o rimuovere, un video alla volta.

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